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“Non c’è niente di più difficile da condurre né più dannoso da gestire dell’iniziare un nuovo ordine di cose” (N. Macchiavelli)
Case History

Quello che conta non è l’esperienza, ma la capacità di fare esperienza…
chi non sbaglia mai perde un’ottima occasione per imparare qualcosa.

Temporary management

L’azienda godeva sempre di un’ottima reputazione fra gli addetti ai lavori e rappresentava ancora un punto di riferimento per il settore.
Il mercato però stentava a riconoscere ancora valore ai suoi prodotti ed i soci dell’azienda – che rappresentavano tre diverse generazioni – faticavano ad individuare una strategia comune di azione.
Il nostro intervento ha consentito ai soci dell’azienda di chiarire una visione condivisa, di redistribuire compiti e attività fra le varie risorse e di definire un progetto di formazione e affiancamento per inserire nei loro ruoli i soci di nuova generazione.
L’implementazione del nuovo gestionale aziendale ci ha consentito di rivedere tutti i flussi di informazioni all’interno dell’organizzazione e di ridefinire alcune procedure di lavoro, ottimizzandole.
Anche gli aspetti di controllo di gestione sono stati potenziati e condivisi al fine di monitorare e programmare il corretto andamento delle attività, sia interne che verso i clienti.
La passione per il lavoro ed il senso di appartenenza per l’azienda hanno contribuito in modo determinante al buon successo del nostro progetto.

Sistemi di gestione certificati

L’azienda, facente parte di una multinazionale francese, doveva garantire uno stesso livello di servizio ai suoi clienti dislocati su più sedi in Italia.
La condivisione degli strumenti, delle informazioni e delle procedure di lavoro era dunque una priorità all’interno delle varie sedi distaccate dell’azienda.
Integrando una serie di buone pratiche già presenti nelle varie sedi, ma non allineate né condivise a livello centrale, siamo riusciti ad individuare alcuni semplici strumenti di gestione e controllo delle attività che hanno favorito una migliore performance verso i vari clienti ed una più efficace attività di programmazione e controllo a livello centrale.

Due Diligence

L’azienda era arrivata ad un suo naturale limite dimensionale e la proprietà aveva deciso di procedere ad una fusione per continuare a sviluppare il proprio business.
La selezione di un partner industriale è stata ben ponderata ed è stata sostenuta con grande determinazione dalla società per tutto il periodo di due diligence delle due realtà.
Valorizzare adeguatamente gli asset immateriali, oltre a misurare adeguatamente tutti gli altri, è risultato determinante per trovare un equilibrio nella valutazione delle due realtà.
La condivisione di un metodo e di un criterio comune di stima ha permesso di evidenziare gli indubbi vantaggi complessivi dell’operazione.
La conseguente ristrutturazione organizzativa e l’allineamento dei differenti sistemi informatici ha consentito al nuovo soggetto di porsi efficacemente sul mercato, conquistando una posizione solida e di successo.

Analisi e Progettazione Organizzativa

A seguito di una prima analisi organizzativa, mi fu chiesto di entrare nel consiglio di amministrazione di una importante cooperativa sociale.
La situazione generale era molto critica sia sul piano economico (molte gare in scadenza), sia su quello finanziario (molti debiti accumulati).
Al primo consiglio la parte che voleva il cambiamento dello status quo presentò un programma che ottenne la maggioranza dei voti.
Il presidente storico, che rappresentava la parte conservatrice, si dichiarò non interessato a mantenere il suo ruolo, e si dimise.
Di seguito anche il collegio sindacale, per paura di non riuscire a gestire una deriva della cooperativa, si dimise.
Il nuovo Cda però era determinato a perseguire una strada di riorganizzazione interna e risanamento dei conti.
Decidemmo allora di rivedere i ruoli all’interno dell’organizzazione, di cercare una figura che potesse dare continuità e concretezza all’azione prevista, di monitorare in modo più continuo e stretto le dinamiche finanziarie.
Decidemmo inoltre di entrare in un mercato inesplorato, partecipando a gare più complesse e più sfidanti, ma a maggiore valore aggiunto potenziale.
Nelle fasi di discontinuità, prima della selezione del nuovo direttore, e durante la preparazione delle nuove gare, il mio ruolo fu quello di supportare la gestione collaborando con i coordinatori e con gli uffici preposti per costruire strumenti di lavoro efficaci e competenze solide.
Dopo tre anni di scelte difficili e di duro lavoro, a fine mandato il Cda potè deliberare l’acquisto di una sede propria, per rafforzare la struttura patrimoniale e consolidare l’identità della cooperativa, ormai diventata assoluto punto di riferimento sul territorio.

L’attrazione di risorse straniere come opportunità di sviluppo e di crescita

Un’azienda storica per il settore e di riferimento sul territorio, giunta al limite del naturale passaggio generazionale con divergenze importanti fra i tre soci fondatori, viene avvicinata da una società multinazionale americana operante con molto successo in un settore complementare.
Il lavoro di sviluppo di un piano industriale per la nuova realtà che si andava delineando non era certo agevole.
Occorreva capire le effettive potenzialità delle due aziende protagoniste, ognuna nel proprio settore.
Occorreva definire un settore di business che tenesse conto di tali potenzialità e su quello costruire il piano, in accordo con ambo le parti, soprattutto quella americana che intendeva investire molto denaro.
Dopo svariate analisi e confronti con le due aziende, siamo arrivati a definire un documento che ha consentito di finanziare adeguatamente l’operazione e di far partire l’ambizioso progetto.

La Certificazione come percorso di consapevolezza e di crescita per le aziende

L’esigenza di partenza era quella di ottenere una certificazione di prodotto necessaria per poter aprire un importante mercato estero.
Ma l’azienda alimentare che aveva richiesto questo servizio ha capito, durante i sei mesi di progetto, che quel certificato rappresentava solo la formalizzazione di un bellissimo percorso di ristrutturazione organizzativa interna e di revisione del modello di business e di controllo di gestione.
Attraverso il corretto approccio al percorso di certificazione, che inevitabilmente ha toccato tutte le aree aziendali, il cliente ha ottenuto non solo l’auspicato “bollino”, ma soprattutto una serie di strumenti e metodologie che gli hanno permesso di gestire in modo più efficace e controllato la propria azienda.